Palazzo Butera

palazzo-butera

Villa Butera, popolarmente nota come U Palazzu, fu costruito nel 1658  per Volontà di Giuseppe Branciforti, principe di Pietraperzia e Leonforte, cavaliere del Vello d’Oro dopo la rivolta di Napoli con Masaniello e di Palermo con Giuseppe D’Alessi.

Perduta la speranza di avere il trono di Sicilia, decise di ritirarsi nelle sue terre a Bagheria dove fece costruire un castello fiancheggiato da due torri merlate in stile medioevale.

Anticamente l’accesso al castello avveniva dall’antica via Oleandri che attraversava i fondi Villarosa e Cordova avvicinandosi alla Certosa di Palazzo Butera per proseguire verso Messina.

Sul portone d’ingresso della torre merlata rivolto ad occidente, verso Palermo – il principe fece incidere la data del suo ritiro e un saluto con le parole «O corte a Dio».

Sempre sullo stesso fronte risalta un’epigrafe marmorea che recita: Al mio Re nel servir qual’aspre e dure fatiche non durai costante e forte? E sempre immerso in importanti cure de le stelle soffrii la varia sorte. Tra le campagne alfin solinghe e scure spera la mente mia la propria morte, mentre vedovo genitor per fato rio qui intanto piango e dico «O corte a Dio».

Sul fronte orientale, sopra la porta principale si trova un’altra epigrafe marmorea che riporta un sonetto di Miguel De Cervantes tratto dalla GalateaYa la esperanza es perdida, y un solo bien me consuela: que el tiempo, que passa y buela, llevarà presto la vida.

Nelle vicinanze del palazzo il principe fece edificare un teatro e una chiesetta che dal 1708 al 1771 fu parrocchia succursale della Cattedrale di Palermo.

Successivamente, col crescere della popolazione fu costruita la Chiesa della Madrice e nel 1769 fu delineato l’asse principale di Bagheria, il Corso Butera, popolarmente noto come u straduni, un largo corso orientato verso il mare di Aspra, che consentiva il collegamento con la strada Consolare.

Il prospetto settentrionale è opera di Giovanni Giglio (1769)

Al centro del prospetto è posto un grande orologio e  una lapide che ricorda Manfredi ed Ignazio Lanza di Trabia caduti nel conflitto mondiale del 1915-18.

Nel 1889 la principessa Sofia di Trabia affidò la Villa alle Figlie della Carità che lo trasformano in asilo infantile.

[adsense]
Close