Storia di Bagheria

Bagheria è il comune della Provincia di Palermo più popoloso, preceduto solo dal capoluogo di regione siciliano.
Secondo alcune fonti, il toponimo Bagheria deriverebbe dall’arabo Bāb al-Gerib ovvero “Porta del vento”, secondo altri deriverebbe dal termine punico Bayharia cioè “zona che discende verso il mare”.
La città di Bagheria sorge tra il golfo di Palermo e quello di Termini Imerese, è sovrastata dalla vasta area di Monte Catalfano e di Capo Zafferano e dalla Montagnola di Serradifalco.
Tra il il XVII e il XVIII secolo, divenne meta privilegiata dell’aristocrazia palermitana che cominciava a considerarla come luogo di villeggiatura ideale.
Nel 1658 Giuseppe Branciforti, Principe di Butera, a causa di una delusione politica e per la morte prematura del figlio, decise di ritirarsi a vita privata, trasferendosi a Bagheria, in cui fece costruire la propria residenza di villeggiatura, Palazzo Butera.
Il tessuto urbano iniziò a svilupparsi con il sorgere di modeste costruzioni dove alloggiavano gli inservienti di Giuseppe Branciforti.
Nel1769 Salvatore Branciforti, nipote di Giuseppe Branciforti, delineò l’asse principale dell’impianto urbanistico bagherese, il Corso Butera, popolarmente chiamato “Stratuni” per differenziarlo dal Corso Umberto I, noto come “Stratunieddu”.
La realizzazione del Corso Butera è testimoniata da una lapide in marmo del 1769, in cui riporta:
“Salvatori Brancifortio Buterae principi quod viam hanc qua ad villam elegantius compositam nobilior e regione aditus patet ad delicias perpetuis hic inde arboribus protectam veteribus contemptis diverticulis amplam rectam straverit; atque augendo colonorum censui aedem Dei Matris costruxerit, collabentem pontem restauraverit, in aridum fundum aquam per M pass. deduxerit agrumque ab amsegete venationis tuendae muro diviserit”.
A lui si deve anche la costruzione della Chiesa Madrice, che fu ultimata nel 1771.
Per quanto concerne Corso Umberto I, importante arteria bagherese, esso fu tracciato nella seconda metà del XVIII secolo da Salvatore Branciforti.
A metà del Corso Umberto I sono presenti due alti pilastri in calcarenite che costituivano l’accesso secondario di Villa Palagonia, oggi inglobati nel tessuto urbano.
Durante il XVIII ed il XIX secolo, la città, fu visitata da viaggiatori e scrittori famosi, come Wolfgang von Goethe e Karl Friedrich Schinkel.
Nel 1826 Bagheria divenne comune autonomo, con annessa la borgata marinara dell’Aspra, contando 5.349 abitanti.
Oggi si presenta come una cittadina moderna e dinamica dai connotati precisi e dalle molte attrazioni per autentici viaggiatori.

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